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Pantelleria, un’isola unica

Nei corso dei secoli la storia dell’isola si è mescolata alla leggenda, avvolgendo Pantelleria in un alone di mistero che la rende unica nel suo genere. Posta al Centro del Mediterraneo, Pantelleria ha subito nel tempo numerose conquiste, occupazioni e abbandoni da popoli differenti, rimanendo sempre una preda ambita e contesa da tutte le comunità di navigatori, nonché una strategica base di approdo per lunghi viaggi marittimi.

Visitando le sue coste ed il suo entroterra, si possono trovare e riscoprire i segni lasciati dai vari popoli che l’hanno abitata. Un aspetto importante dell’isola è sicuramente l’archeologia difficilmente, infatti, si può trovare un sito dove è possibile passeggiare tra i resti di un antico villaggio di oltre quattromila anni e, oltrepassando l’alto muro di cinta, perdersi tra i numerosi Sesi, della necropoli, alcuni dei quali perfettamente intatti e accessibili; il villaggio dei Sesioti, risalente all’età del Bronzo in località Mursìa, uno dei complessi archeologici più notevoli e importanti del Mediterraneo centrale.

L’acropoli di San Marco e Santa Teresa del VI secolo a.C. sono separate da una sella pianeggiante, dove gli scavi hanno messo in evidenza una vasta spianata pavimentata, scandita da costruzioni murarie.
Il ritrovamento più importante è stato quello tre noti ritratti imperiali raffiguranti: Giulio Cesare, Antonia Minore e Tito.

Pantelleria - Video Promo

L’Architettura

I Dammusi dal latino “domus” e dall’arabo “dammus”, sono le tipiche abitazioni rurali dell’isola di Pantelleria. Semplici e funzionali, dall‘ottima abitabilità, hanno resistito nel corso dei secoli ed ancora oggi sono le abitazioni predominanti in tutta l’isola.

Analizzando la struttura di un dammuso può sembrare che sia stata il frutto di un progetto di ingegneri e architetti ecologisti. L’ubicazione tiene sempre conto degli aspetti morfologici del terreno e inoltre la struttura, esclusivamente in pietra, ha permesso una costruzione perfettamente statica. Costruiti con la pietra lavica locale, sono un vero e proprio gioiello d’architettura. Grazie alla tecnica di costruzione e allo spessore dei loro muri, anche fino a 2 metri, i dammusi godono di un ottimo isolamento termico e acustico. Il tetto é caratterizzato dal colore bianco della cupola, che all’interno forma diversi tipi di volte. La volta inoltre, aumentando l’altezza dei locali, contribuisce a mantenere fresco l’ambiente interno, e inoltre permette la raccolta dell’acqua piovana.

Accanto ai dammusi spesso è possibile ammirare il giardino pantesco. Una piccola fortezza circolare delimitata da muri di pietra secca alti fino a 5 metri che difendono dai venti gli alberi da frutta e racchiudono, come in uno scrigno, un piccolo paradiso di colori e profumi.

L’Ambiente e il Trekking

Pantelleria è un’isola che si distingue per il carattere rurale dei luoghi. Il popolo pantesco nasce come popolo agricolo e nel corso della sua storia ha saputo modellare un territorio aspro, creando i terrazzamenti che oggi caratterizzano l’isola e che hanno permesso la coltivazione dei suoi prodotti tipici. La Montagna Grande che dall’alto dei suoi 836 metri domina tutta l’isola, è caratterizzata da 1500 ettari di bosco composto in gran parte dal Pino Marittimo e dal Pino d’Aleppo. Gli antichi sentieri una volta percorsi a dorso di mulo, che attraversano come una ragnatela tutta l’isola per decine di chilometri, oggi hanno nuova vita e coprono una distanza di circa 200 Km molto amati dagli appassionati di trekking, di mountain-bike e di escursioni a cavallo. Un’immersione nella natura ancora incontaminata e circondata dal mare: ha specie endemiche di flora e fauna, contrasti di colori e profumi, paesaggi vulcanici ricoperti dalla macchina mediterranea che è presente un pò dovunque. Tra gli arbusti più diffusi della macchia pantesca sono da ricordare l’erica che qui abbonda, il rosmarino, il timo e la ginestra.

Il Mare

Mai lasciare Pantelleria senza aver prima apprezzato le bellezze delle sua coste: colate laviche dai contrastanti colori intensi che si gettano nel mare cristallino; grotte e le piccole spiaggette di ciottoli, le splendide insenature che accolgono i piccoli porticcioli dei pescatori.

I fondali, tra i più ricchi del mediterraneo consentono a subacquei esperti e semplici amanti del mare di arricchire la propria vacanza sull’isola immergendosi tra rigogliose praterie di posidonie, gorgonie e di varie specie di fauna ittica.

I fondali marini sono anche ricchi di storie relitti e anfore. Diversi i siti archeologici in mare che ancora offrono tesori nascosti.

L’Enogastronomia

La gastronomia pantesca è ricca delle tradizioni dei diversi popoli che hanno dominato l’isola nel corso della sua storia: il pesce alla griglia, al forno o in deliziose zuppe; gli spaghetti coi ricci, con le patelle o al sugo di microci; il cous cous di pesce verdure.

Una terra generosa che ci dona i capperi e lo zibibbo noti e apprezzati già nell’antichità e anche nella Bibbia. I Capperi trovano spazio in molte ricette alle quali aggiungono un gusto tradizionale e inconfondibile, tra cui l’insalata pantesca, spesso accompagnata con il formaggio locale, la tumma. Il migliore modo per apprezzare queste delizie è la visita delle aziende agricole e delle cantine: permette di scoprire le varie ricette che danno vita ai prodotti tipici del luogo, come il paté di capperi, i pomodori secchi, l’elisir d’uva e le marmellate, ma anche i vini, il moscato e il passito.

 

Il Passito di Pantelleria

La fertilità tipica della terra vulcanica ha favorito, sin dall’antichità  la coltivazione della vite. Lo Zibibbo, il vitigno predominante, viene coltivato tenendo le piante molto basse per proteggerle dai venti. La sua uva molto dolce viene utilizzata per la produzione di un eccellente vino bianco secco e di un vino da dessert o da meditazione dal profumo e dal gusto d’uva seccata al sole, il Passito di Pantelleria con cui accompagnare i dolci caratteristici dell’isola: i mustazzoli, i ravioli di ricotta, i baci panteschi e i pasticciotti ripieni di marmellata di zibibbo.

Il Termalismo

Isola vulcanica e museo a cielo aperto per gli amanti della geologia con oltre 50 crateri vulcanici. Seppure l’ultima eruzione, risale alla fine dell’800, il vulcano fa sentire la sua vitalità attraverso una serie di attività vulcaniche secondarie.

Il Lago Specchio di Venere che si trova all’interno di un antico cratere con acque termali e fanghi terapeutici; le piscine naturali di Scauri, Gadir e Nikà dove la temperatura dell’acqua varia dai trenta ai cinquanta gradi; la grotta di Benikulà, una vera e propria sauna naturale usata anche per curare i dolori reumatici; le Favare, getti di vapore acqueo che possono raggiungere anche i 100°C e che fuoriescono da fessure nella roccia.


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