Intervista a Mariano Rodo Amministratore delegato della G.A.P.

Mariano Rodo e Vito Riggio

Mariano Rodo vince uno dei Premi a Progetto da Pantelleria 2022, un riconoscimento per il tuo lavoro e impegno qui sull’isola?
 “Prima di tutto sono molto contento, vincere questo premio fa sempre un grande piacere, perché questa manifestazione sta diventando sempre più prestigiosa e mi auguro che Salvatore Gabriele e i suoi collaboratori possano continuare ancora per tantissimi anni. Inoltre lancio da questo giornale un’idea a Salvatore, a Italo Cucci, presidente della giuria, e a tutta la commissione, ovvero mi piacerebbe che in futuro si riuscisse ad organizzare un incontro annuale con tutti i premiati delle passate edizioni e fare tutto insieme una giornata di lavoro per Pantelleria.  Cosi che ognuno di noi possa dare un proprio contributo a Pantelleria e mettere in campo il proprio sapere e la propria disponibilità di amore per questa terra, sia da chi ci è nato e da chi l’ha adottata, per portare a compimento qualcosa che vada oltre l’interesse personale solo per il bene dell’isola. Ritengo che, conoscendo direttamente alcuni premiati ed altri per fama, sia qualcosa di realizzabile.”

Sei un uomo polivalente, conoscendo i tuoi diversi impegni professionali e di volontariato ci racconti del principale, ovvero amministratore delegato della G.a.p. (Gestione Aeroportuale Pantelleria) e di come ci sei arrivato?

“Tutto nasce nel 1996 quando Alitalia minacciava di lasciare l’isola come poi effettivamente ha fatto. Il buon compaesano Gaetano Petrillo, già operatore e uno dei primi ad operare nel settore aeroportuale, ci ha stimolato per la costituzione di una società che potesse acquisire la gestione dell’aeroporto. Dopo una serie di riunioni c’è stato l’interesse da una parte di piccoli imprenditori, coinvolgendo anche l’amministrazione comunale, a costruire nel 1997 questa società e a proporsi alla gestione dell’aeroporto. Non per fare business, perché tutti sapevamo che non c’erano possibilità, ma per dare un servizio e una garanzia ai vettori che arrivando a Pantelleria avrebbero trovato uno standard e una qualità come negli altri aeroporti. Il passeggero finalmente poteva trovare un minimo di comfort in questo aeroporto.

Nel 1999 la Gap comincia a fare alcuni servizi precari in aeroporto, a tutt’oggi ancora precari, ma la gestione rimane in capo all’Enac, perché anche se oggi cambiano i tempi nessuna azienda privata è in condizione di gestire in pareggio di bilancio l’aeroporto di Pantelleria. Quando c’è stata la gara per la gestione totale è stata ritirata dall’Enac riconoscendo comunque l’impossibilita di trovare il pareggio nella gestione dell’aeroporto. Attualmente gestiamo tutti i servizi all’interno dall’aeroporto, quindi sia l’assistenza aeromobili passeggeri, che le manutenzioni e le pulizie. Tutte queste attività vengono espletate con la mission di creare un servizio all’isola, perché l’aeroporto rappresenta un biglietto da visita per chi viene a Pantelleria. Quindi non possiamo giustificarci che non siamo i gestori e che è colpa degli altri. Il passeggero se ne va contento o scontento anche dal servizio che trova in aeroporto. Più volte ci siamo trovati ad occuparci di servizi al cliente che non ci spettavano, ma l’abbiamo fatto solamente perché volevano lasciare il cliente soddisfatto.

La mia presenza all’interno della Gap nasce casualmente, perché da commercialista avevo in consulenza l’azienda, c’erano state le dimissioni di un consigliere e mi hanno chiesto di collaborare. La società all’epoca era ferma e poi dopo la mia entrata ha cominciato a lavorare e poi il lavoro mi ha preso la mano. Come dicevo prima posso anche fare a meno di cenare, ma dei rapporti personali è più forte di me e mi viene difficile ometterli. Il settore aeroportuale è bello perché le cose volano con la velocità degli aerei. Quindi la mia è stata una crescita di responsabilità è di piacere, fino ad arrivare a ricoprire la carica di amministratore delegato. Ormai è un ventennio e lavoro sempre con la stessa missione, far sì che sia il vettore che il passeggero se ne vadano via contenti da Pantelleria.

Noi oggi abbiamo un bellissimo aeroporto e per questo dobbiamo ringraziare l’Enac, nella persona del dottor Vito Riggio, allora presidente dell’Enac e oggi della G.A.P., il quale molto graziosamente ha dato la sua disponibilità e il suo contributo a ricoprire questa carica senza ricevere alcun compenso, solo per il piacere di dare un contributo all’isola. Come Enac ha deciso di destinare delle risorse finanziarie a quegli aeroporti dove aveva la gestione diretta, quindi a Pantelleria e Lampedusa. A Pantelleria è stato valorizzato anche l’aspetto architettonico, abbiamo le scale mobili da un piano all’altro che riprendono una colata lavica, all’interno abbiamo una struttura fatta a giardino Pantesco con all’interno gli alberi di agrumi. Oggi siamo ad aspettare le decisioni che prenderà l’Enac sulla gestione totale, perché ha costituito una società in house che deve diventare gestore dell’aeroporto e quindi dobbiamo capire lo spazio che noi riusciremo a ritagliarci per dare continuità al settore e alla qualità del servizio.”

Mariano, parliamo adesso del tuo impegno nel sociale, sei Presidente della Croce Rossa Italiana qui a Pantelleria?

“Si io dico sempre che la persona che corre vede la meta più vicina. Ogni qualvolta si propone qualcosa dove posso dare un piccolo contributo ci casco, così anche per Croce Rossa, dopo tanti anni che pensavamo come poter fare qualcosa di utile abbiamo costituito questo piccolo comitato, cercando di far entrare nella nostra realtà di isola la cultura e il valore del volontariato, soprattutto dedicato ai ragazzi e agli anziani che rimangono soli. Per i ragazzi abbiamo lavorato sul discorso delle dipendenze a 360 gradi e per far conoscere l’isola di Pantelleria. Una realtà che li fa sentire orgogliosi di appartenere a quest’isola, motivati nel crescere cercando di preservare e valorizzare il loro territorio. Mentre per motivare anche gli anziani li abbiamo coinvolti in realtà ludiche e di svago, come anche in realtà di prevenzione e cura delle malattie più frequenti, come il diabete e le patologie cardiocircolatorie. Per quanto riguarda il volontariato anche noi come famiglia abbiamo avuto un’esperienza diretta, quando dopo lo sbarco nel 2011 abbiamo ospitato per un mese a casa nostra la famiglia congolese che aveva perso la mamma durante il viaggio. Il rapporto con questi cinque ragazzi e il loro padre si è mantenuto costante nel tempo, alla fine siamo riusciti a far studiare i ragazzi e a trovare un lavoro al padre, che dopo diversi anni si è trovato una nuova moglie, ha avuto un altro bambino, che hanno deciso di chiamare Mariano.”

Per concludere ho sentito dire di una tua possibile candidatura a sindaco?

“Come anche per i premi è chiaro che questo mi farebbe enorme piacere e mi riempirebbe di orgoglio, però credo che nella mia personalissima visione in realtà il problema sia molto più grande. Io ho partecipato sempre attivamente per dare il mio contributo sul territorio, al di là del colore politico e dal momento del sindaco. Durante la campagna elettorale ognuno di noi ha in mente un sindaco ma finite le elezioni viene eletto un sindaco di Pantelleria. E in quell’occasione qualunque sia il sindaco noi dobbiamo cercare di avere il meglio per l’interesse dell’isola e non per interesse personale. Spesso purtroppo, come mi è capitato di vedere in questi 38 anni di vita attiva che sto facendo qui sull’isola, questo non succede. E allora si assiste alle piccole scaramucce che non giovano né a Pantelleria e né a creare aggregazione. Pantelleria è come una nave che va in una direzione quando tutto l’equipaggio va nella stessa direzione. Quindi io credo che non possiamo avere tante Pantelleria, perché noi abbiamo un fattore comune e dobbiamo leggerlo con chiarezza.

Noi abbiamo un Comune di Pantelleria, abbiamo un Parco Nazionale Isola di Pantelleria, abbiamo un Consorzio per la valorizzazione della Doc di Pantelleria e abbiamo un’Indicazione geografica del Cappero Protetto di Pantelleria. Quindi il fattore comune di tutte le attività sull’isola non è Mariano Rodo né chiunque altro, ma solo Pantelleria. Se noi tutti riusciamo a capire questo e quindi andare tutti in un’unica direzione allora abbiamo fatto Bingo, ma se continuiamo ad avere un comune, un parco, una doc, una Igp capperi, una fondazione, in un territorio così piccolo avere così tante entità è il massacro. Noi oggi abbiamo una grande fortuna che è quella che Pantelleria da sola ha generato questa economia. Noi abbiamo fatto singolarmente ma non abbiamo ancora raggiunto quei risultati che invece potremmo ottenere. Ad esempio, oggi non abbiamo collegamenti aerei perché ancora non c’è un’aggregazione in grado di interloquire con un vettore, le compagnie fanno la parte dei leoni perché ci vedono annaspare, quindi dettano le regole, si prendono il pezzo che gli interessa e quando non gli interessa più, salutano tutti e se ne vanno.

Quest’anno abbiamo avuto l’esperienza con l’avvento di Ita che ha dimezzato i collegamenti con Roma e Milano, con il risultato che quest’anno abbiamo meno presenze perché non ci sono i collegamenti sufficienti. Quindi questa mancanza di aggregazione fra i vari enti dell’isola ritarda inequivocabilmente lo sviluppo della nostra isola. Quindi tornando alla domanda iniziale, per quanto mi riguarda non credo di avere questo tempo a disposizione per prendermi un’ulteriore responsabilità, ma sicuramente quello che auspico per Pantelleria e che forse nelle campagne elettorali precedenti non sono riuscito a farmi capire è quella di avere un gruppo di lavoro, che non finisce alle 14 quando chiudono le urne ma comincia proprio a lavorare il lunedì alle 14 a urne chiuse. Perché un sindaco, quattro assessori, e 12 consiglieri non sono in grado da soli di gestire tutte le problematiche dell’isola di Pantelleria, ma dovranno avere vicino un gruppo di lavoro e di teste pensanti di diversi settori, che diano il loro contributo per gestire in modo unitario, compatto e spingendo in un’unica direzione le problematiche di Pantelleria. Gestire la nostra isola come una nave, pronta a salpare verso nuovi orizzonti di successi e di sviluppo consapevole.”

Mascia Maluta
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Inaugurato in Aeroporto l’Alberello di Pantelleria

Il Maestro Cossyro

Suggestiva la cerimonia di inaugurazione, presso l’Area Arrivi dell’aeroporto cittadino, dell’opera artistica in bronzo dal titolo “L’Alberello di Pantelleria” del maestro Cossyro (prof. Michele Valenza).

Ricordiamo che la vite ad alberello di Pantelleria (detta anche Alberello Pantesco) è un’antica e tradizionale forma di coltivazione della vite, impostata nei piccoli vigneti terrazzati dell’isola di Pantelleria, in Sicilia, del vitigno a bacca bianca detto Zibibbo.

L’Unesco (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura), il 26 novembre 2014 a Parigi, ha dichiarato la “Pratica agricola della coltivazione della vite ad alberello, tipica dell’isola di Pantelleria, “Patrimonio Immateriale dell’Umanità”. In tale occasione il maestro Michele Cossyro aveva creato un’opera, commissionata dalla Regione Sicilia su segnalazione dell’allora Sindaco Salvatore Gino Gabriele, riproducente una vite ad alberello, in bronzo, dal forte impatto emotivo, che fu esposta all’Expo di Milano nel 2015, riscuotendo grande successo.

 

Capufficio Enac Salvatore Tinnirello e il Maestro Cossyro

Grazie all’attuale Sindaco Vincenzo Campo e agli Assessori Francesca Marrucci e Ferreri Leonardo (tutti presenti alla cerimonia assieme al vice-sindaco Maurizio Caldo) e la disponibilità del capufficio Enac Salvatore Tinnirello, finalmente, dopo 7 anni, si è potuto assemblare, collocare nell’Area Arrivi dell’Aeroporto e inaugurare questa significativa opera d’arte che il maestro Cossyro ha così efficacemente descritto:

“E’ un alberello pantesco rappresentato da un’unica fusione in bronzo a cera persa, con colorazione dovuta a ossidazione a caldo, che appoggia su una lastra d’acciaio riflettente con disegnata la sagoma dell’Isola: alberello che ha per sfondo un grande pannello che riporta un grappolo d’uva con chicchi dorati e il perimetro di Pantelleria entro cui non sono riportate contrade, in quanto tutta l’Isola, come in un sogno, deve accogliere la sua preziosa piantina. Quando d’inverno osservo nelle conche i ceppi dello zibibbo, ci vedo tante piantine apparentemente morte, senza vita, come fossero crocefissioni. In questa opera ho cercato di fissare quel momento preciso tra la fine di Marzo e il mese d’Aprile (periodo di Pasqua), quando appaiono i primi germogli. Sono stati quindi rappresentati nell’opera questi accenni di vita (foglioline, fiorellini, grappolinj) una vittoria della vita su un tronco apparentemente crocefisso, un miracolo che non richiede nulla, nemmeno l’acqua, essendo queste piante di tempra fortissima, in grado di cercare umidità con radici a decine di metri di distanza. Non solo si deve parlare di Agricoltura Eroica ma la Pianta stessa è da considerarsi eroica. Al momento del concepimento di questa opera c’era l’entusiasmo dovuto al riconoscimento Unesco e allora per dare l’idea del tesoro che lo zibibbo costituisce per l’Isola, nel pannello di sfondo appare un grappolo d’uva con una foglia disegnata a carboncino indelebile, non verdeggiante, che sta a significare il divenire della foglia stessa e ne rappresenta la sua intenzione. Gli acini, grandi e piccoli, sono in ceramica a terzo fuoco: dopo i due fuochi che normalmente avvengono, ce ne fu un terzo con rivestimento in oro zecchino, quale metafora che l’uva costituisce oro per Pantelleria. Inoltre l’oro, che è giunto sulla terra tramite meteoriti, intende costituire un legame tra acini e Universo. Infine l’oro non si ossida e ciò consentirà a questa opera di mantenere per sempre la sua lucentezza e fresca bellezza”.

Un’opera che contribuisce a valorizzare sempre più l’Isola di Pantelleria, ancor più significativa perché concepita e fatta da uno dei suoi migliori figli.

Sergio Minoli
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