Collocazione degna per i reperti archeologici di Pantelleria

Augustea Capita

Finalmente i reperti archeologici di Pantelleria hanno trovato una collocazione degna del valore culturale che hanno. I reperti provenienti dagli scavi di San Marco e quelli della soprintendenza del mare sono stati esposti nell’aeroporto di Pantelleria grazie ad un accordo tra la Regione Siciliana, l’Aeronautica Militare, il Comune, il Parco Nazionale e l’ENAC. Le esposizioni sono state inaugurate alla presenza dell’assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana Alberto Samonà. Erano anche presenti il Dirigente generale del Dipartimento dei Beni Culturali, Franco Fazio, il Direttore del Parco Archeologico di Selinunte Cave di Cusa e Pantelleria, Felice Crescente, il Soprintendente del Mare Ferdinando Maurici, il Direttore del Parco Nazionale di Pantelleria Sonia Anelli, il Sindaco di Pantelleria Vincenzo Campo, il ten. Col. Francesco Linzalone. “È una giornata importante – ha sottolineato il Professor Thomas Schaefer dell’università tedesca di Tubinga che da 23 anni scava a San Marco – perché finalmente possiamo di nuovo far vedere le nostre scoperte archeologiche, che sono importanti non solo per l’isola, ma anche per la cultura in generale”.
“Oggi mettiamo in mostra anche le teste di Pantelleria – ha detto l’assessore Alberto Samonà – dopo anni in cui le abbiamo custodite, finalmente potranno essere ammirate da tutti in aeroporto, assieme ad altri reperti ritrovati nel sito di San Marco. Contestualmente al Museo Vulcanologico di Punta Spadillo, inauguriamo il nuovo allestimento con alcuni reperti di Mursia. Lo dobbiamo alle missioni di Maurizio Cattani e Thomas Schafer che hanno collaborato da sempre a tirare fuori questi tesori di Pantelleria, e per noi è un segnale di politica culturale. Per noi Pantelleria è turismo, Pantelleria è cultura, Pantelleria è la nostra storia, la nostra identità, ed è importante affermarlo e ribadirlo specialmente in un momento difficile dove vediamo che sono tornati gli sbarchi ed anche i segnali degli ultimi giorni non lasciano presagire nulla di buono. C’è stata l’inaugurazione di questo centro di accoglienza affianco l’ex caserma da parte del Ministero degli Interni che lascia molto perplessi. Ecco, non vorremmo che qualcuno voglia trasformare Pantelleria in una nuova Lampedusa. Noi crediamo che Pantelleria debba essere cultura, turismo, tradizione, identità, archeologia”.

La prossima fase sarà la riapertura del Castello ed il Museo?

“Noi abbiamo più volte sollecitato gli amministratori locali a fare la propria parte. Noi ci siamo, ci siamo stati, e riteniamo che il Museo dell’Arenella debba essere valorizzato dal Comune di Pantelleria, così come il Castello che c’è al porto. C’è un progetto di messa in sicurezza, auspichiamo che questo non duri anni. Noi come Regione Siciliana, come Beni Culturali, la nostra parte la facciamo, anche con il nuovo direttore del Parco Archeologico che è qui oggi con noi. I siti archeologici di Pantelleria, compresa tutta l’area dei Sesi, saranno valorizzati. Lo abbiamo già iniziato a fare l’anno scorso, firmando un protocollo di intesa importante con il Parco Nazionale che ha dato già i suoi frutti e li continua a dare. Si cambia musica a Pantelleria, i siti culturali ed archeologici diventano la punta di diamante di una offerta più ampia”.

Si sente di prendere qualche impegno per il prossimo anno?

“Io l’anno prossimo non sarò Assessore ai Beni Culturali. Verrò da turista, visto che Pantelleria è nel mio cuore, da sempre in passato l’ho scelta come sede delle mie vacanze estive”.

Salvatore Gabriele
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